Il viaggio nel tempo: teoria o realtà?

1635955timemachine-culture-large_trans_NvBQzQNjv4Bq5AKy6kltchdyQ3tVtY_32XOMQmpk2hdROvTVnpSqJFINel mio ultimo romanzo, L’anello di luce, parlo della teoria dei viaggi nel tempo, con particolare riferimento al dispositivo di Mallettt. Ma che cos’è di preciso?Vediamolo!

È la metà degli anni ’50: Ron Mallettt, all’epoca decenne, viveva nel Bronx e, come tutti ragazzini della sua età, divorava fumetti. Uno, in particolare, aveva destato la sua attenzione, più che altro per via dell’illustrazione in copertina, che mostrava uno strano aggeggio. Un uomo vestito di nero che fumava una pipa, vi sedeva dentro, armeggiando con la sua strumentazione. Il telaio di questa “macchina” era costituito da due grandi cerchi, collegati perpendicolarmente in modo da costituire una sfera cava, all’interno della quale era disposto un sedile con cavi elettrici, prese d’aria e tubi vari. Il giornaletto in questione era tratto dal libro “La macchina del tempo” di H.G. Wells e Ron fu colpito dalla prima frase: “Gli scienziati sanno molto bene che il tempo altro non è che un particolare tipo di spazio. Possiamo spostarci in avanti e indietro nel tempo così come facciamo nello spazio”.

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L’anello di luce

coverA4 Ed eccoci con uno nuovo appuntamento della serie Jolanda Guerrieri!

Stavolta però mi sono cimentata con uno spin-off, ambientato nientemeno che nel futuro…

Con qualche strizzata d’occhio alla mia serie preferita di sempre, Star Trek The Next Generation e a qualche altra saga, più tante tante cose inventate di sana pianta, vi porto nella Londra del 2039, dove seguiremo le avventure di una giovane ufficiale di Scotland Yard, il cui nome, a chi ha letto i libri precedenti, non suonerà nuovo!

Il libro lo trovate, come al solito, su Amazon.

Buona lettura!

 

Il Cerchio dei Nove: il nuovo romanzo di Annika Baldini

londra, setta, mistero, cerchio, rituale, libro, Amazon, romanzoNel nuovo romanzo di Annika Baldini torna la paleografa Jolanda Guerrieri.

Sembrava che finalmente la vita di Jolanda si fosse stabilizzata, e invece è insorta un’altra complicazione: suo nonno, a cui è legatissima, ha gravi problemi di salute e lei deve lasciare momentaneamente Londra per tornare in Italia a occuparsi di lui. Fin qui sembrerebbe ordinaria amministrazione… Ma stiamo parlando di Jolanda Guerrieri, quindi niente può essere “ordinario”!
Sono cambiate molte cose: adesso la protagonista non è più la solitaria ragazza Asperger che se ne stava tutta sola per evitare i contatti sociali: la sua variegata famiglia non ha un attimo di requie e lei deve farsi in quattro per cercare di gestire tutti… E tanto per cambiare si ritrova tra le mani un manoscritto medievale scritto in una lingua sconosciuta che nessuno ha mai decifrato. Finora.
Nel frattempo a Londra sta succedendo qualcosa di molto preoccupante: in un clima di paura e tensione per l’allerta terrorismo, una nuova, potente organizzazione di intelligence sta soppiantando quella gestita dalla famiglia Duncan. E come se non bastasse, una misteriosa setta rapisce persone che apparentemente hanno poco in comune tra loro, tenendole segregate in un inquietante edificio e sottoponendole a strani rituali.

 

L’incipit:

Londra

Le urla agghiaccianti di una ragazza riecheggiavano in una piccola stanza piena di veri e propri strumenti di tortura. La giovane era legata a una poltrona da dentista reclinata; chino su di lei un uomo con un camice chiazzato di sangue armeggiava nella sua bocca con una suturatrice meccanica.

Suvvia, non vorrai che dopo averti estratto tutti i denti ti lasci senza punti di sutura?” ridacchiò.

La ragazza, con la bocca dilatata a forza da uno strumento dentistico, urlò ancora, mentre il sangue schizzava dappertutto, inondando il lenzuolo bianco in cui era avvolta la parte superiore del suo corpo.

Con i punti ho finito” le spiegò, sempre con estrema tranquillità, l’uomo. “Ma il pezzo forte arriva adesso!” esclamò, togliendole il divaricatore per inserirle qualcosa in bocca. Subito dopo ricominciò a lavorare con la suturatrice.

Le urla divennero mugolii soffocati.

Ecco qua. Vuoi sapere cosa ti ho messo dentro?” continuò lui, suturando le labbra tra loro per impedirle di aprirle ed espellere l’oggetto. “È un nido. Sì, un nido. E la creatura che ti sta crescendo in bocca ben presto uscirà e si farà strada nella tua gola, per entrare nell’esofago e percorrere tutto il tuo a… a… aaa…”

L’uomo si era interrotto e aveva cominciato a fare strane smorfie.

La ragazza guardò spazientita verso l’alto.

L’aaaAAAATCIUM!” starnutì l’uomo.

STOOOP!” urlò qualcuno alle sue spalle mentre lui continuava a starnutire.

La ragazza si strappò di bocca l’impianto in silicone e sputò una boccata di liquido rosso.

Così non si può andare avanti!” esclamò esasperata. “Sarà la quinta volta che ripetiamo questa scena!”

Ma che ci posso fare se sono allergico?” piagnucolò il “dottore”, inanellando un’altra serie di starnuti.

Ma allergico a cosa?” domandò lei, ripulendosi alla bell’e meglio con della carta strappata da un rotolo da cucina che le aveva passato un’assistente della produzione.

Al trucco, tanto per cominciare!” rispose lui, prendendole di mano il rotolo per trarne un fazzoletto con cui soffiarsi il naso.

Ma se su di te usano solo prodotti anallergici!”

Ma su di te no! E a volte mi basta anche solo sentire il profumo di quella roba che ti danno in faccia perché si scateni una reazione!”

Pausa di venti minuti!” annunciò in quel mentre l’assistente, mentre i riflettori si spegnevano.

Senti, è possibile cambiare il prodotto che simula il sangue?” le chiese la ragazza. “Questa roba è dolce, il che significa che fa ingrassare!” le spiegò, con aria schifata.

Ma non lo devi mica bere!” replicò la donna, una cinquantenne con un culo immenso che straripava da un paio di jeans dilatati a dismisura.

Sì, ma un po’, inevitabilmente, lo ingoio!”

L’assistente sbuffò senza rispondere.

Il romanzo Il Cerchio dei Nove è in  esclusiva su Amazon!

Come “smontare” le tipiche scuse di chi non legge

booksEssendo una scrittrice che si autopubblica, mi trovo spesso a promuovere personalmente i miei romanzi, e se nella maggior parte dei casi ho a che fare con lettori entusiasti e curiosi, a volte mi scontro con lo “zoccolo duro” di chi proprio non ne vuole sapere di leggere. La cosa interessante è che queste persone adducono sempre le solite scuse, a cui ho imparato a controbattere a tono. Eccole qua:

1. Un classico: non ho tempo di leggere

Ora. Questo lo capirei se la persona in questione coprisse dei turni di quindici ore in miniera o in fabbrica, ma detto dal cittadino medio che ha un lavoro medio di otto ore e le restanti (tolto il tempo per mangiare e dormire) le impiega sui social network, non è molto credibile. Di solito, però, quando provo a far notare questa incongruenza, mi viene risposto “eh, ma io sui social ci sto poco.” A questo punto lo sfido a cronometrarsi: nessuno ci sta mai meno di un’ora al giorno. E cosa è più costruttivo, impiegare un’ora a leggere o a curiosare nelle vite virtuali degli altri? La persona in questione non sa nemmeno cosa sono i social network? Improbabile ma possibile, così com’è possibile che il tempo che… non ha lo impieghi a guardare la tv o a fare qualcos’altro di poco impegnativo. Scusa respinta!

2. Non leggo perché sono stanco

Oh, poverino! Però io non ti ho chiesto di sollevare cinquanta volte una pila di libri di quindici chili, ma di aprirne uno, metterti comodo e leggerlo. Più riposante di così!

3. Non leggo perché non ci vedo tanto bene

Ok, a parte il fatto che ci sono persone che non ci vedono per niente e leggono lo stesso, ma se proprio non si vuole imparare il Braille, ci sono almeno tre soluzioni a questo problema. Uno: i libri cartacei per ipovedenti: hanno caratteri grandi per agevolare la lettura e si trovano in vendita su internet. Due: i lettori ebook. Hanno tutti l’opzione “ingrandisci carattere” e volendo le parole si possono vedere grandi come la pagina stessa. Tre: gli audiolibri, anche questi disponibili su internet. Serve altro?

4. Non leggo perché i libri costano troppo

Certo, detto da chi generalmente sfoggia un Galaxy S7 edge suona un po’ strano, ma tant’è…Nella mia piccola cittadina di provincia c’è un negozietto che vende libri usati (la maggior parte dei quali in ottime condizioni e recenti) a un euro. Fortuna? Può darsi, io comunque ne approfitto e li compro a pacchi di venti, così al costo di un bestseller me ne leggo altri diciannove. Anche sulle maggiori piattaforme che vendono libri nuovi ce ne sono a disposizione di usati a prezzi irrisori. Oppure torniamo agli ebook, che spesso hanno costi irrilevanti rispetto alle versioni cartacee. Certo, ci vuole un piccolo investimento per un lettore (ma se ne trovano di ottimi a poco più di cinquanta euro), però su tutti gli smartphone, i tablet e i pc c’è la possibilità di scaricare le applicazioni gratuite di lettura delle stesse piattaforme su cui si acquistano gli ebook. Senza contare le biblioteche, ovviamente. E anche questa scusa è asfaltata.

5. Non leggo perché non mi piace/non ne ho voglia

Ecco, questa è la più difficile da controbattere, perché è l’unica ad essere vera: infatti tutte le altre scuse alla fine si riducono a questo concetto: non mi piace. Vediamo come contrastarla. Io direi di cominciare facendo presente al recalcitrante non lettore che leggere stimola il cervello e lo mantiene giovane ed “elastico”, migliora il vocabolario e la cultura generale, rilassa, fa scoprire mondi nuovi, accende l’immaginazione, potenzia la memoria, l’attenzione e la concentrazione e soprattutto è infinitamente divertente. Chi non è abituato a farlo perché trova molto più semplice afferrare il telecomando e accendere la tv, va stimolato, quasi sfidato a provare a leggere. Meglio ovviamente iniziare da qualcosa di poco impegnativo, un libro che rispecchi pienamente i suoi interessi (ne avrà pure qualcuno!) e la sua curiosità. Magari si può provare a regalargli un libro che risponda a questa caratteristiche e… incrociare le dita!

Booktrailer “Il cuore di giada”

Nel cuore del Borneo avviene un efferato omicidio: un noto antropologo, sulle tracce di una tribù sconosciuta che vive nella foresta, viene brutalmente decapitato e la scena – per caso – è ripresa col suo smartphone che, in qualche modo, arriva alla Fondazione Burlington che aveva finanziato la spedizione. Inizialmente si pensa che la decapitazione altro non sia che una delle tante procedure rituali facenti parte della tradizione del Borneo, ma qualcosa non torna: oltretutto gli altri membri della spedizione sono scomparsi. La Fondazione organizza un’altra spedizione di ricerca, di cui fa parte la giovane antropologa Jade Wilson, appassionata del suo lavoro e single di ritorno. Come guida trovano uno studioso irlandese naturalizzato malese: Rayyan Shannon, specialista in etnobotanica e profondo conoscitore del territorio del Borneo e dei suoi abitanti.

Un’avventura ecologica nel cuore di uno degli ultimi paradisi del pianeta, messo in serio pericolo dall’agricoltura intensiva per la produzione dell’olio di palma

PROSSIMAMENTE SU AMAZON

Videomaking: Elena Fantozzi
Music: http://www.bensound.com

I 10 tesori sommersi più preziosi scoperti finora

Nel mio ultimo romanzo, Oceano profondo, si narrano le vicende di un team di ricercatori che va alla scoperta di un relitto che giace da centinaia di anni sul fondo dell’oceano e cela un tesoro leggendario. Ovviamente è una storia di fantasia, ma l’ho ideata basandomi su vicende reali! L’UNESCO sostiene che vi siano tuttora almeno tre milioni di relitti sparsi sul fondo dei mari di tutto il mondo. In base alle leggi che regolano la navigazione, i relitti militari, ancorché antichi, rimangono sotto la giurisdizione dei rispettivi governi, ma tutti gli altri -soprattutto se affondati in acque internazionali- sono di chi li trova…

Eccovi la classifica dei dieci relitti più ricchi scoperti finora!

10. Il Salcombe (valore ancora in fase di stima)

salcombeTra il 1200 e il 900 a.C., una nave naufragò al largo delle coste del Devon, in Inghilterra. Siamo ancora nell’Età del Bronzo, un periodo in cui è florido il regno di Babilonia, l’impero Ittita sta tramontando, con il regno di Rames  inizia la ventesima dinastia e avviene la caduta di Troia… Nel 2010 un gruppo di archeologi dilettanti, il South West Maritime Archaeological Group (SWMAG), dopo ricerche nell’area durate 15 anni, portò alla luce un tesoro di più di 300 pezzi tra cui lingotti d’oro e di rame, armi e diversi gioielli. L’importanza di questo ritrovamento non è solo economica, ma anche storica in quanto ha dimostrato l’esistenza di rotte commerciali tra la Gran Bretagna e il resto dell’Europa 3000 anni fa. Le origini della nave, però, non sono ancora state tracciate.

9. Il Belitung (valore: 80 milioni di $)

belitungIl relitto del Belitung, il  primo appartenente una nave araba ad essere recuperato, venne scoperto da alcuni pescatori al largo delle coste dell’Indonesia nel 1998. Aveva trasportato un tesoro risalente alla dinastia Tang: artefatti in oro e ceramica, brocche, vasi portaspezie, calamai, urne funerarie, cristalli e scatole da regalo in argento. Alcuni degli oggetti più significativi includevano delle rarissime perle del Golfo, rubini e zaffiri, una tazza d’oro (la più grande mai ritrovata) e una fiasca d’argento. Il relitto fu poi comprato dal Governo di Singapore, che lo ha dato in prestito a tenpo indeterminato all’Ente per il Turismo di Singapore.

8. La S.S. Central America (valore: 100-150 milioni di $)

central americaIl naufragio di questo tre alberi di 85 metri avvenne il 12 settembre del 1857 a causa di un uragano: la perdita delle 15 tonnellate d’oro che trasportava fu così grave che contribuì al “Panico del 1857” negli Stati Uniti, l’inizio della prima crisi economica mondiale. Dopo il suo ritrovamento nel 1987 a 160 miglia al largo della Costa del Sud Carolina alla profondità di 2200 metri, e il suo successivo recupero, ben 39 compagnie di assicurazione reclamarono il diritto di possesso dell’oro e dei manufatti contenuti nel relitto, sostenendo di aver pagato i danni nel diciannovesimo secolo. Dopo un’estenuante serie di battaglie legali, la Columbus  America Discovery Group (la squadra che l’aveva ritrovata e che lavorava per conto della Recovery Limited Partnership), ottenne il 92% dell’oro. Uno dei lingotti ritrovati battè i record di vendita del tempo: 8 milioni di dollari. Ma, incredibile a dirsi, solo il 5% del relitto era stato esplorato! I diritti di esplorazione e recupero furono assegnati nel 2014 alla Odyssey Marine Exploration. Tenete a mente questo nome perché verrà fuori spesso, in questo post. Chi ha già letto Oceano profondo e visita il sito della Odyssey, troverà alcune cosette decisamente familiari, soprattutto riguardo a una certa nave da recupero…

7. Il tesoro di Anticitera (valore: 120-160 milioni di $)

800px-Antikythera_statue_frontNel 1900, alcuni tuffatori scoprirono un antico relitto subito al largo dell’isola di Anticitera. Il Servizioantikytheramechanismlarge Archeologico Greco organizzò immediatamente una spedizione archeologica subacquea, la prima al mondo del suo genere. Una spedizione più moderna, iniziata nel 1976, trovò la parte più importante del relitto, che conteneva uno strumento semplicemente strabiliante, ritenuto essere il primo vero e proprio computer della storia. Era una specie di planetario con ruote dentate, utilizzato per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari i movimenti dei cinque pianeti  allora conosciuti, gli equinozi, i mesi i giorni della settimana e – secondo uno studio pubblicato su Nature – le date dei giochi olimpici (fonte: Wikipedia).

Ma molti altri erano i tesori trasportati da quella nave: monete, gioielli, oggetti in vetro, vasellame, statue e perfino letti in rame. Uno dei pezzi meglio conservati era una statua di bronzo scolpita tra il 340 e il 330 a.C., denominata “l’efebo di Anticitera”. L’intera collezione di manufatti scoperti ad Anticitera è in mostra al Museo Archeologico di Atene.

6. La S.S. Republic (valore: 120-180 milioni di $)

republicUn terribile uragano scatenatosi il 25 ottobre 1865 fece affondare, al largo delle coste della Georgia, il vascello a vapore S.S. Republic che trasportava 400.000 dollari in monete d’oro, in pezzi da dieci e venti dollari, nonché moltissimi manufatti. Dopo 230 anni il relitto è stato scoperto dalla Odyssey (tò, chi si rivede!!), che dal 2003 ha recuperato più di 51.000 monete d’oro e d’argento e circa 14.000 manufatti che includono migliaia di bottiglie, bicchieri e contenitori in gres: la galleria dei reperti è visibile qui. Subito dopo la prima immersione, però, Edward Lee Spence, un archeologo subacqueo, denunciò la Odyssey sostenendo che aveva utilizzato dei dati in suo possesso per ritrovare il relitto. Nel 2004 una corte federale dette ragione alla compagnia, assegnandole i diritti di recupero del vascello.

5. Il relitto dei diamanti (valore ancora in fase di stima)

Alcuni geologi che lavoravano per la De Beers (la più grande compagnia di estrazione e commercio di the-diamond-shipwreckdiamanti), nel 2008 scoprirono sepolta in una spiaggia dove sfociava della costa sud della Namibia, un intero relitto. Vennero subito chiamati degli archeologi, che ritrovarono all’interno di quello che si rivelò essere il più antico relitto mai rinvenuto nei mari dell’Africa, 22 tonnellate di lingotti, 6 cannoni, varie spade, più di duemila monete d’oro (soprattutto spagnole, riportanti l’effigie dei sovrani Ferdinando e Isabella, ma anche veneziane, moresche e francesi) e 50 zanne di elefante. La nave era il Bom Jesus, un vascello portoghese che era salpato nel 1533 ed era sparito lingo la costa ovest dell’Africa.

4. La S.S. Gairsoppa (valore: 200 milioni di $)

gairsoppaQuesta nave mercantile britannica affondò nel 1941 dopo essere stata colpita da una torpedine sparata da un U-boot tedesco mentre trasportava un carico di 240 tonnellate di lingotti d’argento che all’epoca valevano 600.000 sterline. Nel 2010 la Odyssey (ehilà!) vinse l’appalto di recupero messo all’asta dal Dipartimento dei Trasporti britannico: il contratto permetteva alla compagnia di tenersi l’80% dei pezzi recuperati. La nave fu localizzata nel 2011 a 4700 metri di profondità 300 miglia dalla costa dell’Irlanda. Nel 2012, grazie al ROV (Remotely Operated Vehicle, un robot di profondità) della nave da recupero Odyssey Explorer (ricorda qualcosa, lettori?) la compagnia recuperò 1218 lingotti d’argento, circa 48 tonnellate, a cui se ne aggiunsero successivamente molti altri, per un totale di 2792 lingotti, 110 tonnellate: il 99% del tesoro affondato con la Gairsoppa.

3. Il galeone pirata Whydah (valore: 400 milioni di $)

Il Whydah è l’unica nave pirata ad essere mai stata scoperta ed esplorata. Apparteneva al famoso pirata whydah“Black Sam” Bellamy: nel primo ‘700, dopo aver saccheggiato decine di navi nel Mar dei Caraibi e aver accumulato un tesoro inestimabile, Bellamy fece rotta verso nord per tornare dalla sua amata. Ma una terribile tempesta portò il Whydah, la sua nave, a sfracellarsi sui bassi fondali di Capo Cod. Un testardo esploratore, Barry Clifford, dedicò anni di ricerche e molte risorse economiche per ritrovarla e riportare alla luce il suo tesoro. Nonostante le infinite difficoltà, ci riuscì nel 1984, recuperando circa 200.000 manufatti tra cui cannoni, monete, gioielli d’oro e anche la campana della nave. La storia di questa incredibile ricerca è narrata nell’avvincentissimo libro “L’oro del pirata”.

2. La Nuestra Senora de Atocha (valore: 450 milioni di $)

atochaQuesto galeone stava trasportando gioielli, indaco, argento, oro e rame quando naufragò al largo delle Florida Keys nel 1622. Il tesoro era così grande che ci erano voluti due mesi per registrarlo e caricarlo a bordo, prima che la nave potesse ripartire insieme al resto della flotta Spagnola. Un subacqueo cacciatore di tesori statunitense, Mel Fisher, la scoprì dopo una ricerca durata 17 anni, e riportò alla luce circa 114.000 monete spagnole d’argento note come “pezzi da otto”, monete d’oro, smeraldi colombiani, gioielli in oro e argento e 1.000 lingotti d’argento (fonte: Wikipedia). A quanto pare il castello di poppa, che conteneva la maggior parte del tesoro, è ancora da ritrovare!

1. Il progetto “Black Swan” (valore: 500 milioni di $)

Nel 2007 la Odyssey Marine Exploration (rieccoli!), trasportò 17 tonnellate di monete da una zona black swan“segreta” nei pressi di Gibilterra a una destinazione non dichiarata negli Stati Uniti: avevano scoperto un relitto in un sito in cui molte navi di epoca coloniale erano naufragate, ma non ne avevano reso noti nazionalità, epoca di appartenenza e grandezza, così come avevano tenuto segreti il luogo di recupero e l’entità del tesoro contenuto nel relitto. Non trascorse molto tempo che il governo spagnolo presentò una denuncia contro la Odyssey, sostenendo che il relitto apparteneva alla Nuestra Senora del las Mercedes (una fregata spagnola affondata dai britannici nel 1804), reclamandone il possesso. Nel 2008 la Corte Federale degli Stati Uniti dichiarò che la Odyssey era tenuta a rivelare il sito in cui si trovava il relitto e a dichiararne l’identificazione. Venne escluso che si trattasse della Nuestra Senora del las Mercedes, purtuttavia, dopo 5 anni di cause legali, la Corte si espresse in favore della Spagna e costrinse la Odyssey a restituire il tesoro.

 

Fonte: Hestie Barnard Gerber, 10 astonishing shipwreck treasures

Alla ricerca del tesoro di Montezuma

aztec-and-conquistador-89558926595_xlargeDa “Oceano profondo”: l’archeologa Nicole Svensson spiega come ha localizzato il tesoro di Montezuma.

“Salve, io sono Nicole Svensson, della Carlston University” si presentò lei, dando un’occhiata alla piccola platea. “Ora vi spiegherò su cosa si basano le nostre certezze” iniziò, avviando la presentazione in PowerPoint sul suo computer, che venne proiettata sullo schermo. “Partiamo dall’inizio: nel 1519 il conquistatore spagnolo Cortés approdò a Tenochtitlàn, sulle coste del Messico.”

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Le ricette del capitano Stavros

Anche in Oceano Profondo c’è un personaggio appassionato di cucina! E non una cucina qualunque, ma la saporitissima cucina greca! Ecco le ricette dei piatti menzionati nel romanzo.

Stufato di pollo con cavolfiore e olive

chickenstew-articleLargeIngredienti:

  • 2 cucchiai di olio EVO
  • 1 cipolla rossa tritata
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 pollo a pezzi
  • 2 cucchiai di aceto di vino rosso
  • 1 barattolo di polpa di pomodoro
  • 1/2 cucchiaino da té di cannella
  • 1/2 cucchiaino da té di timo secco o 1 cucchiaino di timo fresco
  • 1 piccolo cavolfiore (o mezzo se grande) da tagliare a pezzi
  • 45 grammi di olive di Kalamata (circa 12)
  • 1-2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • 30-60 grammi di feta (opzionale)
  • sale e pepe

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Oceano profondo

oCEANO PROFONDO02jpgUn mix di storia, leggenda e fantasia che dà vita a una vicenda in cui un gruppo di archeologi, guidato dalla ricercatrice Nicole Svensson (una ragazza con origini Lakota) si imbarca sul vascello da recupero Nautilus Discovery, capitanato dal “bel tenebroso” Iorgos Stavros. Missione: ritrovare il favoloso tesoro di Montezuma che, contrariamente a quanto raccontano le leggende, si trova sul fondo dell’Oceano dove è naufragato insieme al galeone spagnolo che lo trasportava. Il team di ricerca ha scoperto il sito del relitto grazie ad alcuni documenti redatti nientemeno che dai nazisti.
Le notti infuocate a bordo della Discovery si alterneranno a momenti di pura avventura durante i quali l’esperienza e la resistenza dell’equipaggio della nave e del team archeologico verranno messe a dura prova…
CONTIENE SCENE ESPLICITE, CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO

disponibile su Amazon

Booktrailer Oceano profondo

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