Come “smontare” le tipiche scuse di chi non legge

booksEssendo una scrittrice che si autopubblica, mi trovo spesso a promuovere personalmente i miei romanzi, e se nella maggior parte dei casi ho a che fare con lettori entusiasti e curiosi, a volte mi scontro con lo “zoccolo duro” di chi proprio non ne vuole sapere di leggere. La cosa interessante è che queste persone adducono sempre le solite scuse, a cui ho imparato a controbattere a tono. Eccole qua:

1. Un classico: non ho tempo di leggere

Ora. Questo lo capirei se la persona in questione coprisse dei turni di quindici ore in miniera o in fabbrica, ma detto dal cittadino medio che ha un lavoro medio di otto ore e le restanti (tolto il tempo per mangiare e dormire) le impiega sui social network, non è molto credibile. Di solito, però, quando provo a far notare questa incongruenza, mi viene risposto “eh, ma io sui social ci sto poco.” A questo punto lo sfido a cronometrarsi: nessuno ci sta mai meno di un’ora al giorno. E cosa è più costruttivo, impiegare un’ora a leggere o a curiosare nelle vite virtuali degli altri? La persona in questione non sa nemmeno cosa sono i social network? Improbabile ma possibile, così com’è possibile che il tempo che… non ha lo impieghi a guardare la tv o a fare qualcos’altro di poco impegnativo. Scusa respinta!

2. Non leggo perché sono stanco

Oh, poverino! Però io non ti ho chiesto di sollevare cinquanta volte una pila di libri di quindici chili, ma di aprirne uno, metterti comodo e leggerlo. Più riposante di così!

3. Non leggo perché non ci vedo tanto bene

Ok, a parte il fatto che ci sono persone che non ci vedono per niente e leggono lo stesso, ma se proprio non si vuole imparare il Braille, ci sono almeno tre soluzioni a questo problema. Uno: i libri cartacei per ipovedenti: hanno caratteri grandi per agevolare la lettura e si trovano in vendita su internet. Due: i lettori ebook. Hanno tutti l’opzione “ingrandisci carattere” e volendo le parole si possono vedere grandi come la pagina stessa. Tre: gli audiolibri, anche questi disponibili su internet. Serve altro?

4. Non leggo perché i libri costano troppo

Certo, detto da chi generalmente sfoggia un Galaxy S7 edge suona un po’ strano, ma tant’è…Nella mia piccola cittadina di provincia c’è un negozietto che vende libri usati (la maggior parte dei quali in ottime condizioni e recenti) a un euro. Fortuna? Può darsi, io comunque ne approfitto e li compro a pacchi di venti, così al costo di un bestseller me ne leggo altri diciannove. Anche sulle maggiori piattaforme che vendono libri nuovi ce ne sono a disposizione di usati a prezzi irrisori. Oppure torniamo agli ebook, che spesso hanno costi irrilevanti rispetto alle versioni cartacee. Certo, ci vuole un piccolo investimento per un lettore (ma se ne trovano di ottimi a poco più di cinquanta euro), però su tutti gli smartphone, i tablet e i pc c’è la possibilità di scaricare le applicazioni gratuite di lettura delle stesse piattaforme su cui si acquistano gli ebook. Senza contare le biblioteche, ovviamente. E anche questa scusa è asfaltata.

5. Non leggo perché non mi piace/non ne ho voglia

Ecco, questa è la più difficile da controbattere, perché è l’unica ad essere vera: infatti tutte le altre scuse alla fine si riducono a questo concetto: non mi piace. Vediamo come contrastarla. Io direi di cominciare facendo presente al recalcitrante non lettore che leggere stimola il cervello e lo mantiene giovane ed “elastico”, migliora il vocabolario e la cultura generale, rilassa, fa scoprire mondi nuovi, accende l’immaginazione, potenzia la memoria, l’attenzione e la concentrazione e soprattutto è infinitamente divertente. Chi non è abituato a farlo perché trova molto più semplice afferrare il telecomando e accendere la tv, va stimolato, quasi sfidato a provare a leggere. Meglio ovviamente iniziare da qualcosa di poco impegnativo, un libro che rispecchi pienamente i suoi interessi (ne avrà pure qualcuno!) e la sua curiosità. Magari si può provare a regalargli un libro che risponda a questa caratteristiche e… incrociare le dita!