Londra

01Si può spiegare Londra? No. Al massimo la si può raccontare con le parole – come ho fatto nel libro – con le immagini o con entrambe, come faccio su questo sito.

La Londra di Semplici Complicazioni è quella che ho visto e vissuto io: può anche darsi che molti non la vedano allo stesso modo… Alcune persone la trovano invivibile, sporca, insicura e caotica. Io no, io la vedo esattamente come la vede Jolanda: un luogo immenso e bellissimo, pieno di angoli da scoprire e persone interessanti da conoscere. E dove, cavoli, si mangia benissimo!

Molte di queste immagini le ho scattate io (quelle con il watermark), le altre le ho prese da internet: quasi tutte riguardano luoghi importanti menzionati nel libro, con tanto di indirizzo per trovarle su Google Maps e una breve spiegazione.

Altre ancora invece sono, semplicemente, belle cose che si possono vedere a Londra.

 

La zona di Chelsea, dove vive Jolanda: Earl’s Court e Kempsford Gardens

Kempsford Gardens, London SW5 9LH

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Il Brompton Cemetery

Fulham Rd, London SW10 9UG

All’inizio del diciannovesimo secolo, in una Londra in piena espansione demografica, sorse il problema del seppellimento dei defunti, visto che i cortili posteriori delle chiese non bastavano più. Sorsero così i cimiteri privati: veri e propri giardini in cui, a pagamento, era possibile inumare i propri cari: in tutto erano sette.  C’erano Kensal Green (il primo, creato nel 1833), il West Norwood (1836), l’Highgate (1839), l’Abney Park (1840), il Nunhead (1840), il Tower Hamlets (1841). Il Brompton Cemetery sorse nel 1837, quando Lord Kensington vendette 40 acri di terra alle due compagnie West of London e Wenstminster Cemetery. Situato tra Old Brompton Road e Fulham Road, in un luogo dove prima c’erano una fornace e un mercato, il sito era decisamente piatto e poco attraente, ma aveva il grosso vantaggio di trovarsi in una posizione centrale, al contrario del Kensal Green che sorgeva nella parte nord di Londra e del West Norwood, a sud.  L’appalto per la costruzione del cimitero venne vinto dall’architetto Sir Jeffry Wyattville, che si avvalse di un progetto elaborato dal suo assistente al Windsor Castle, Benjamin Baud. I fondi finirono prima che il progetto venisse completato, ma il risultato fu comunque notevole: una vera e propria cattedrale all’aperto.

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C’era, infatti, un’ampia via centrale e dei porticati disposti in cerchio, una cappella anglicana a costituire l’altare e alcune cappelle cattoliche romane più piccole ai lati per creare i transetti. L’idea era quella di creare un luogo celebrativo, e non una “città dei morti”. Nonostante le velleità di grandezza, però, il Brompton Cemetery ebbe meno successo del previsto: nel primo anno vi furono seppellite soltato 89 persone. Problemi finanziari ne imposero la vendita al General Board of Health nel 1852, facendolo quindi diventare un cimitero statale. La cosa suscitò non poche polemiche: un quotidiano (The Builder, N° 699) sostenne che fosse un abominio il fatto che il cimitero diventasse “una sorta di fossa comune per una notevole parte dei morti della metropoli” e che il “Consiglio di Salute” (Board of Health) avrebbe dovuto chiamarsi “Consiglio di Morte” (Board of Death). Fatto sta che il Brompton fu il primo cimitero ad essere “nazionalizzato”.

Microsoft Word - Hyde Park.docAdesso è considerato un monumento nazionale, non solo per il design e per i manufatti che vi si trovano, ma anche perchè vi sono sepolti personaggi famosi, quali John Snow (1813-1858), il medico che scoprì il colera; Sir Henry Cole (1808-1882), uno degli artefici del Victoria and Albert Museum e della Royal Albert Hall; Valentine Prinsep, artista e architetto, e Matthew Noble, scultore. Inoltre è una riserva naturale, gestita dai Royal Parks.

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Camden Town

Camden High Street, London, NW1 8NH

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Conosciuta oggi per il suo famoso mercato di Camden Lock, quest’area situata a nord di Tottenham Court, fu urbanizzata nel 1790: prima c’erano solo campi e terre attraversate dal Fleet River, adesso scomparso. Vi sorgevano alcune fattorie e un paio di locande: il “Mother Red Cap” (adesso Worlds End) e il “Southamtpon” (adesso “Edwards”). Era un luogo poco raccomandabile, frequentato da banditi: in molti finirono impiccati vicino a quella che oggi è la fermata della metropolitana di Camden Town, dove era situata una forca. Il nome Red Cap derivava dalla storia di una vecchia sfortunata signora che viveva vicino all’omonima locanda nel diciassettesimo secolo e venne accusata di praticare arti stregonesche. La povera Madre Red Cap sicuramente era innocente, ma fece comunque una brutta fine.

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Charlse Pratt, Conte di Camden, fu probabilmente il fondatore di Camden Town. Come primo di una schiera di ricchi possidenti terrieri coinvolti nello sviluppo e nell’urbanizzazione di questa parte di Londra, il suo programma di edificazione si concentrò sulla zona a est di Camden High Street: una delle strade centrali della zona porta infatti il suo nome.

La costruzione dei canali e delle linee ferroviarie trasformò tutta la zona: il Grand Union Canal fu completato nel 1820, e la prima linea , diretta al capolinea di Euston, aprì nel 1837.

Nel 1850 quello che una volta era un tranquillo angolo di campagna era stato inglobato nella metropoli in espansione: la stazione dei treni di Camden Road aprì proprio in quell’anno.

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La ferrovia e i canali attirarono i primi abitanti irlandesi in questa zona, processo che accelerò nel 1840 a causa della grave carestia che si era sviluppata in Irlanda. Alla fine del diciannovesimo secolo, fuliggine e sporcizia provevnienti dalle grandi stazioni ferroviarie da cui si diramavano linee dirette a sud, coprivano una Camden High Street che pullulava di negozi, tram e bus trainati da cavalli. Già allora Camden Town era una zona molto frequentata per lo shopping e i divertimenti: c’era il Bowman Department Store, molto famoso, e due grandi music halls, il Camden Theatre (dal 1982 chiamato Camden Palace) e il Bedford, che attiravano star dello spettacolo e un grande pubblico.

L’apertura della stazione della metropolitana di Camden, nel 1907, segnò l’ingresso e l’integrazione di quella che, un tempo, era una zona rurale nella grande città.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le stazioni della zona rappresentarono importanti obiettivi strategici, e furono sottoposte a pesanti bombardamenti, che danneggiarono l’area attorno a Mornington Crescent. Nel dopoguerra, la ricostruzione di Camden coincise con l’arrivo di una grande comunità greco-cipriota, che vi si stabilì.

Tutt’oggi Camden è un luogo cosmopolita, e ospita anche una grande comunità del Bengala/Bangladesh.

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Covent Garden

41, The Market, London WC2E 8RF

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Il primo riferimento al “nuovo mercato a Covent Garden” è del 1654: già all’epoca questo vasto spazio veniva chiamato “Piazza” proprio per lo stile italiano in cui era stato costruito. Nonostante l’eleganza dell’architettura, però, ben presto fu letteralmente invaso da rivendite di alimenti, che si espansero sempre più, tanto da creare problemi di igiene, già segnalati nel 1667.

Nel maggio del 1670 il proprietario della Piazza, il quinto conte di Bedford, formalizzò per scritto la presenza del mercato, ottenendo il permesso di accogliere venditori tutti i giorni tranne la domenica e il giorno di Natale e, soprattutto, di riscuotere da loro denaro in cambio dell’autorizzazione a utilizzare il suolo della zona a scopo di vendita.

C’erano due regole: potevano essere venduti solo fiori, erbe e frutta e non era consentito espandersi oltre la Piazza. I duchi di Bedford tenevano regolarmente delle aste per il diritto di gestione del mercato e dell’incasso degli affitti, diritto che però facevano durare solo un anno, in modo da beneficiare del crescente valore del mercato. L’introito annuale ottenuto dalla vendita dei diritti di locazione salì da 5 sterline, tanto valeva nel 1670, a 2.500 nel 1798.

Nella metà del diciottesimo secolo, il mercato divenne fin troppo popolare. Nel 1748, un gruppo di residenti locali indisse una petizione per protestare contro il fastidio provocato dal mercato. Si lamentavano del rumore, del fetore, delle strade sempre ostruite, della vendita non autorizzata di alcolici e del “grande numero di persone dissolute e maleducate che frequentano la piazza, e particolarmente quella parte chiamata Irish Row.” La loro preoccupazione principale era l’impatto del mercato sui prezzi delle abitazioni. “Il valore”, scrissero “è crollato in proporzione alla crescita del fastidio.”

 

Nel 1828 il politico appartenente ai Whigh John Russell, sesto duca di Bedford, dopo aver ottenuto un notevole introito dalla vendita dei terreni vicini allo Strand, presentò una petizione per un disegno di legge “per il miglioramento e la messa a norma del Covent Garden Market”. Questa legge consentì al duca di abbattere gli sgangherati stalli che vi sorgevano, di costruire un appropriato edificio adibito a mercato e di istituire un regolare sistema di affitti. Russell scelse l’architetto Charles Fowler, che lavorò con un approccio rivoluzionario: piuttosto che progettare edifici che somigliassero ai castelli delle favole o a cattedrali gotiche, li rese adatti allo scopo per cui erano stati ideati. Oggi le sobrie linee greco-romane della struttura appaiono attraenti, ma all’epoca sembrarono eccessivamente funzionali e disadorne. Nel 1838 il critico JC Loudon scrisse che Fowler era “uno dei pochi architetti moderni che appartengono alla Scuola della Ragione e che progettano edifici basandosi sui principi fondamentali invece che su regole antiquate e precedenti.” Descrisse il Covent Garden “così espressivo degli scopi per cui è stato costruito, che è impossibile confonderlo con qualsiasi altra cosa.”

Il mercato aprì nel maggio 1830: era costato in tutto 61.000 sterline, ma ne era valsa la pena. Lo spazio era organizzato in modo efficiente, gli affitti per i venditori furono stabiliti con chiarezza: il duca di Bedford potè riscuotere personalmente gli affitti invece di affidarli in gestione a terzi. Il nuovo mercato era decisamente attraente e ben gestito e attirava molti visitatori: il duca vide aumentare notevolmente gli introiti.

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Le strade della zona circostante (sopra). Neal’s Yard (sotto)

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Borough Market

8 Southwark St, London SE1 1TL

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Questo mercato coperto è il più antico di Londra: quest’anno celebra ben mille anni di attività!

Nel 1276 la zona a sud del London Bridge era in piena espansione, causando non pochi problemi di congestione. Il ponte era stato ricostruito in pietra da Enrico II un secolo prima e costituiva una notevole strozzatura per la circolazione: vi erano stati costruiti sopra molti negozi e abitazioni (cosa che del resto aveva consentito di pagare per la costruzione del ponte stesso) ed era anche utilizzato come latrina pubblica.

La vicinanza del mercato, in cui si vendevano cereali, frutta, pesce e perfino bestiame, accentuava il problema della congestione, provocando alcuni seri impedimenti alla vita commerciale della City. Dovettero però trascorrere quasi tre secoli prima che Edoardo VI, nel 1550, emanasse un editto che conferiva al sindaco e ai cittadini di Londra i diritti sul mercato: diventò così possibile regolare la gestione del mercato stesso e dello spazio che occupava. Nel 1671 Carlo II emise un altro editto che stabiliva i confini del mercato: andavano dal confine sud del London Bridge a St. Margaret’s Hill, vicino a quello che adesso è il Guy’s Hospital, e a quella che un tempo era la sede del Tabard Inn (adesso Talbot Yard), da dove i pellegrini di Chaucer partivano per Canterbury.

Nel 1754 il mercato si era espanso in risposta all’aumento della popolazione di Londra ed era diventato ingestibile. Il costante caos provocato dal traffico per e dal Borough spinse la City Corporation a richiedere al parlamento di essere sollevata dalle responsabilità della sua gestione. Il Borough Market Act del 1756, pertanto, abolì l’antico mercato, ma garantì alla parrocchia di St Saviour’s Southwark (Cattedrale di Southwark) il diritto di costruire il mercato su un nuovo sito. Un gruppo di residenti di Southwark raccolse 6000 sterline per comprare un appezzamento chiamato Il Triangolo, a sud del St Saviour’s, che tutt’oggi rappresenta il cuore del mercato.

La struttura attuale è stata progettata nel 1851 da Henry Rose (che aveva precedentemente ridisegnato la navata del St Saviour’s) e rivisitati nel 1863-64 da Edward Haberhhon. Entrambi gli architetti erano noti per i progetti nel campo dell’architettura ecclesiastica, il che spiega alcuni elementi gotici di alcuni edifici del mercato, soprattutto per quanto riguarda le elaborate strutture in ferro. In quel periodo il Borough era  uno dei mercati più importanti di Londra. La sua posizione, vicina alle banchine del Pool of London, lo rendeva facilmente accessibile alle imbarcazioni che scaricavano le merci, ed era anche ben posizionato per fornire merci al dettaglio e approvvigionamenti sia alla City che ai quartieri in rapido sviluppo della zona sud di Londra.

C’era anche una ferrovia in espansione. Sebbene questa avesse potuto permettere un facile accesso alle fonti produttive del Kent e del Sussex, il mercato non cedette nemmeno una piccola parte dell’area su cui sorgeva ai binari della ferrovia, anche perché ciò era vietato dal Borough Market Act del 1756. Fu però stilato un accordo nel 1860: le compagnie ferroviarie videro assicurata la possibilità di prendere in affitto una certa quantità di terreno, cosa che permise loro di costruire un viadotto su cui passavano i binari principali, mentre il mercato continuava ad operare sotto gli archi, soluzione tuttora in atto. Ogni volta che il viadotto veniva ampliato, doveva essere pagato un compenso ai 16 amministratori del mercato, che dovevano vivere in sua prossimità.

L’area ha perso importanza nella seconda metà del ventesimo secolo. Ha visto però un revival quando iniziò lo sviluppo del South Bank (la sponda sud del Tamigi, adesso sede di un viale pedonale), con il Royal Festival Hall, costruito nel 1951 e la ricollocamento del National Theatre negli anni ’70. Poi vi fu anche l’apertura del nuovo Shakespeare’s Globe nel 1995, una fedele ricostruzione dell’originale, che era stato distrutto da un incendio nel 1613. Proseguendo sulla passeggiata, infine, si arriva alla Tate Modern.

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Al giorno d’oggi circa 100 negozianti continuano a vendere frutta, verdura e altri alimenti al Borough. L’ingresso in stile Art Deco da Southwark Street venne aggiunto nel 1932, e nel 2004, quando fu ristabilita la Royal Opera House, venne installato il portico sud della Covent Garden Floral Hall. Il mercato all’ingrosso è aperto nei giorni della settimana dalle 2 di notte alle 8 di mattina, mentre il mercato al dettaglio opera dalle 10 di mattina alle 17. La zona circostante pullula di caffè e ristoranti.

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FONTI:

http://www.victorianweb.org/art/parks/brompton/history.html

http://www.brompton-cemetery.org/

http://www.camdentown.co.uk/camden7.htm

http://www.coventgardenlondonuk.com/history-market-building

http://www.historytoday.com/stephen-halliday/underneath-arches-celebrating-borough-market

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Comments (1)

[…] variopinto e accogliente del racconto vi segnalo che sul sito semplicicomplicazioni.com trovate una sezione dedicata ai luoghi che visita la nostra Jolanda. Così, per sentire ancora più vicina la nostra […]